Milano ha i musicisti di strada: bravi, appassionati e organizzati

Avete mai pensato di passeggiare nel centro di Milano per ascoltare della buona musica? Forse no, perchè spesso si passa distrattamente, si ascolta sì della musica, magari si lascia qualche monetina, ma questione di poco tempo, una sosta e via.

Invece il tratto tra San Babila e Cadorna è un vero e proprio palcoscenico, dove dei professionisti si esibiscono per scelta e per regalarci dei momenti di musica appassionata che per molti di loro è ragione di vita. Non si tratta di elemosina, nessuno chiede  soldi, chi si ferma ed ascolta lo fa di propria  volontà e sempre spontaneamente decide di donare qualche moneta. Questo a loro fa piacere,l’essere apprezzati per quello che fanno, per come lo fanno, niente di più.3

A Milano per poter suonare in strada bisogna avere un permesso, il lunedì mattina, al comando dei vigili, di P. Beccaria, viene fatta l’assegnazione dei posti dal giovedì alla domenica, i posti sono collocati tra San Babila e Cadorna,  tre turni di tre ore al giorno. Da pochi mesi alcuni musicisti si sono riuniti in un Associazione, per cercare di essere più organizzati ed uniti, questo ha permesso loro di conoscersi, avere una pagina Facebook, Associazione Musicisti di strada Milano, con l’elenco dei musicisti, dove e quando trovarli per i loro concerti in strada.

Un sabato pomeriggio ne ho incontrati quattro e devo dire che essere lì apposta per loro, mette in una condizione diversa, quasi come quando si deve andare ad un concerto.

Da San Babila,  per trovarli basta ascoltare, ho subito individuato le note del flauto traverso di Michela, una sofisticata musicista, con pantaloni gessati e basco, mentre suona si muove a tempo di musica. Fa jazz, ma viene dal blues, lei sceglie di stare in strada, quando non insegna, non studia, non si esibisce. Per lei la strada è una maestra, sei solo davanti a tutti e quando arrivano i riconoscimenti sono autentici, liberi dai pregiudizi che spesso accompagnano questi musicisti.

1Proseguendo verso piazza del Duomo, le note del flauto lasciano il posto alla batteria di Simeon, l’unica batteria da strada, suona fusion funky, bulgaro, in Italia da dieci anni, qui riesce a fare quello per cui è nato: la musica. Quando non suona in strada, insegna quello che sa a quelli che sanno meno di lui, studia musica e trasporta la batteria per 5 km su un carrello minuscolo.

Arrivo in piazza della Scala e sento una chitarra, appena fuori dalla Galleria c’è Edwin, one man band, genere pop, rock, soul, riarrangiato country folk.  Canta, suona la chitarra, il kazoo, il cajon (percussioni) e dei tamburini attaccati alla scarpa, tutto contemporaneamente; “Satisfaction” dei Rolling Stones, fa ballare la gente davanti a lui, e lui ci dà dentro,  che soddisfazione!

Evidentemente non la stessa soddisfazione che gli ha dato la laurea alla Bocconi, all’ultimo licenziamento ha deciso che non faceva per lui, che valeva la pena di fare la cosa che gli piaceva di più:suonare. E da grande continuerà a farlo.

Alle 14 finisce il turno, lui smonta e arriva Michele.

Michele ha un lavoro, suona per piacere, di questi tempi però fa comodo avere un’altra entrata, i locali non fanno per lui, preferisce la strada. Anche lui suona la chitarra , genere country folk inglese e americano, capita che i turisti si fermino ad ascoltarlo, riconoscano le canzoni, un giorno un australiano gli ha chiesto una canzone, e lui gliel’ha cantata.

Un appello, anzi due.

A tutti i negozianti che si lamentano della loro presenza: ripensateci, questi musicisti creano un’atmosfera unica, mettono la gente di buon umore, rendono Milano più bella, più ospitale,  incoraggiateli, magari con un caffè ogni tanto, avete idea del freddo che hanno? Loro suonano per noi.5

All’amministrazione: poche sedie sarebbero perfette. Non sarebbe bello poterli ascoltare seduti, magari durante una pausa pranzo, all’uscita dall’ufficio o per una sosta comoda durante la nostra passeggiata.

Ogni volta che qualcuno lascia una monetina, trovano il modo di ringraziare, un cenno, un sorriso o semplicemente grazie!

( WeekendxMilano )

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