Finanziare la cultura attraverso pranzi conviviali

vanni-84Per finanziare la cultura a volte basta una zuppa di fagioli. Può sembrare incredibile, ma in un’epoca in cui l’arte non può più contare su un mecenate pubblico e in cui tutte le soluzioni sembrano arrivare da internet, noi invece abbiamo deciso di metterci a tavola.
Non si diventa ricchi, è vero, ma a volte è sufficiente per finanziare le proprie idee (o per avviarle nella loro fase di start up),
Riunire alla stessa tavola artisti e produttori-mecenati è una ricetta che funziona.
Possiamo chiamarlo foodraising creativo, in altre parole, il fundraising grazie al ricavato di pranzi conviviali. Semplice come una pasta al pomodoro. O come un hot dog, visto che il format arriva da Chicago. Un modo per conoscersi, fare rete, passare una giornata diversa e trovare persone interessate ai propri progetti. L’idea si è diffusa e oggi le iniziative di microfinanziamento attraverso il cibo sono oltre 100 in tutto il mondo, dal Messico all’Ucraina, dall’Australia alla Spagna.
Fa parte del «gioco» la valorizzazione di cibi e tradizioni locali.
La rivoluzione parte sotto casa. E non si tratta solo di soldi. A volte infatti conta più una dritta, un consiglio o un contatto utile. In altre parole la creazione di nuovi network di lavoro.

piede

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