Why Poverty? Dedicato alla povertà e alle disuguaglianze

Nel solo 2009, sottolinea la Banca Mondiale, in tutto il mondo circa 45 milioni di ettari di terreno coltivabile hanno cambiato di proprietà. Una cifra enorme, ricorda Onorati, pari a una volta e mezzo la superficie dell’Italia. Il fenomeno è conosciuto come “land grabbing”, “presa di possesso della terra”, ma la definizione rischia di cadere nell’eufemismo.

Si tratta di una corsa senza freni all’accaparramento delle risorse. Una vera e propria “caccia alla terra”, che segue «una logica colonialista, imperialista e criminale: lAfrica non è il nostro orto, è l’orto degli africani», anche se i leader del G20 vedono le cose in modo molto diverso.

Secondo le stime Onu, l’Africa possiederebbe (o forse dovremmo dire “ospiterebbe”) almeno 700 milioni di ettari destinabili all’agricoltura. Di questi, tuttavia, appena il 7% riceve irrigazione e solo 4% è soggetto a una coltura di qualche genere. Il Continente, in altre parole, avrebbe a disposizione un potenziale agricolo spaventoso che, se da un lato stona clamorosamente con il persistente problema della fame, dall’altro alimenta i sogni di ricchezza dei Paesi importatori. Entro il 2050, la crescita demografica dovrebbe portare la popolazione mondiale a sfondare quota 9 miliardi: bel problema, visto che le risorse naturali, a cominciare da quelle alimentari, rischiano seriamente di non tenere il passo con questa espansione.

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