Fronte Comune. I Sindaci dicono basta alla Mafia

Modica_423-12-59-38-2078Minacce, atti vandalici, spari e incendi. I sindaci sono sempre più spesso vittime di intimidazioni mafiose. Ora dicono basta. Chiedono ai partiti liste pulite. E allo Stato strumenti per far ripartire l’economia

«Possiamo eliminarti in qualsiasi momento» hanno scritto nella quarta lettera anonima inviata il 17 agosto scorso a Michele Botta, il sindaco di Menfi (Agrigento) molto attivo nel controllare gli appalti. Il primo cittadino di Follonica, Eleonora Baldi, qualche mese prima si è vista recapitare una missiva con dentro una stella a cinque punte, polvere bianca e la scritta: «Sei nel mirino. Occhio». Un anno fa un’altra minaccia: «Farai la stessa fine del sindaco di Pollica». Cioè Angelo Vassallo, ucciso nel 2010. «Una pistola pronta per te» è la frase diretta al sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi l’estate scorsa, pochi giorni dopo che un ordigno rudimentale era stato trovato in un cassonetto davanti al Centro sociale del Comune. A Fino Mornasco (Como) per intimidire il sindaco Giuseppe Napoli il 20 maggio qualcuno ha piantato nella piazza del paese una croce di legno alta due metri con una sua foto e una bomba priva di carica.

Nelle buste viaggiano i proiettili, come per il sindaco di Colorno (Parma) Michela Canova che aveva mandato i vigili a ispezionare cantieri edili.  In alcuni casi il livello si alza: spari all’auto o all’abitazione, incendi (vetture, case, proprietà), ordigni che esplodono, alberi da frutto tagliati. Fino ad arrivare all’aggressione fisica, fuori o dentro il municipio. Nel 2012 eclatante è stata la violenza con cui le cosche si sono scagliate contro Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace (Reggio Calabria): prima la farmacia a fuoco, poi i colpi di pistola contro la vettura. Maria Carmela voleva dimettersi, i sindaci della Locride pronti a seguirla, infine ci ha ripensato ed è diventata un simbolo di resistenza. È lungo l’elenco di Amministratori sotto tiro, il dossier sui primi cittadini minacciati messo a punto da Avviso pubblico, l’associazione degli enti locali per la formazione civile contro le mafie.

Nel periodo 2011-2012 sono 270 i casi di minacce: un aumento del 27 per cento rispetto al 2010-2011. La Calabria è in cima alla classifica, al secondo posto c’è la Lombardia e per la prima volta compare il Veneto. L’anno che sta per concludersi detiene un altro record: 25 Comuni sciolti per mafia, cifra mai raggiunta dal 1993. E che potrebbe crescere, visto che una quindicina di amministrazioni sono già “attenzionate”. Questa escalation il magistrato Raffaele Cantone sul dossier di Avviso pubblico la spiega con la presenza al Viminale del ministro Cancellieri, ex prefetto, che «ha evitato estenuanti “mediazioni” politiche sugli scioglimenti, come purtroppo ci aveva abituato la prassi (deteriore) degli ultimi anni. 

Gli enti locali sono in prima linea nella guerra per la legalità. E i sindaci sono come i soldati della fanteria, in trincea.

Occorre la prevenzione prima della repressione.

E quindi via quei candidati che promettono pacchetti di voti violando le regole previste dai codici di autoregolamentazione votati all’unanimità da tutti i partiti nelle commissioni antimafia del 1991, del 2007 e del 2010.

Più controlli, risorse umane e finanziarie, ma anche più strumenti. Soprattutto per far ripartire l’economia, perché in un periodo di crisi come questo, le cosche hanno buon gioco a infiltrarsi.

Il Comune non è più un punto di riferimento per i poveri disoccupati e così la crisi alimenta la manovalanza criminale.D’altra parte agli enti locali vengono tagliate le risorse e allo stesso tempo, per via del patto di stabilità, viene loro impedito di mettere in moto le opere pubbliche. Deroghe al patto di stabilità: ecco la richiesta dei Comuni in trincea contro le mafie.

Anche Carolina Girasole, sindaco di Isola Capo Rizzuto (Crotone) chiede al futuro governo meno vincoli per le  amministrazioni, più personale qualificato, più strumenti. Una donna coraggiosa, Carolina Girasole, che non vuole pubblicizzare le minacce «perché si toglie l’attenzione per la cosa più importante, l’attività fatta dagli amministratori». Nel 2013, alla scadenza del mandato, si ricandiderà. Intanto, ha restituito ai cittadini i beni confiscati alla criminalità organizzata. Grazie a 4 milioni di euro dei fondi strutturali europei (con i progetti Pon, Piani operativi nazionali) sorgeranno una casa della musica, un orto botanico, una casa vacanza per disabili, una struttura polivalente e un ostello della gioventù oltre ad un centro per confezionare prodotti dell’agricoltura biologica mentre una cooperativa che gestirà cento ettari di terreno sta nascendo in questi giorni.

Bisogna creare un patto per la legalità: nei Comuni in cui ci sono amministrazioni impegnate fino in fondo contro le mafie, lo Stato deve essere presente in maniera diversa, e portarle alla normalità. 

 

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