L’Housing sociale. Giovani letteralmente al verde

 

 

 

 

 

 

 

Lo stallo. A spese dei giovani, dei meno abbienti. In sostanza, del Paese. E’ la metafora più efficace per descrivere l’inusuale stop a un decreto governativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Bloccato – pare – da mille rivoli (e controlli) della burocrazia statale, nonostante l’ok della presidenza del Consiglio dei ministri a luglio scorso.

Invischiato tra i pareri e le responsabilità delle amministrazioni centrali, che sembra non vogliano accarezzare l’idea (suggestiva) di far decollare l’housing sociale anche nel nostro Paese, in cui il mercato libero immobiliare è in caduta clamorosa (-26% di compravendite nell’ultimo trimestre, ultimi dati dell’Agenzia del Territorio), data l’inerzia delle banche nel concedere mutui a famiglie con redditi/possibilità economiche in contrazione.

VOLANO PER L’OCCUPAZIONE – Non solo. Sbloccare questo decreto avrebbe anche un effetto-leva sul comparto edilizio, in crisi profondissima con 300mila posti di lavoro persi negli ultimi 5 anni e le imprese edili che muoiono come funghi. C’è una scarsissima offerta di affitti a canone calmierato per i giovani e le banche concedono mutui ormai con il contagocce per il costo della raccolta gravato da tassi d’interesse superiori ad altri Paesi, dato l’alto rischio-Italia

LE DELIBERE – Per ora la sgr costituita ad hoc dal braccio operativo del ministro del Tesoro, contenitore della raccolta postale degli italiani, ha assunto per conto del Fondo Investimenti per l’Abitare una decina di delibere di investimenti preliminari (per un montante di circa 520 milioni di euro) ed ha approvato le delibere definitive di (soli) 68 progetti immobiliari in tutto il Paese, per un controvalore di 276 milioni di euro.

Briciole, anche a causa del tetto del 40% finora imposto al Fondo di Cassa Depositi e Prestiti alla partecipazione a fondi locali di social housing, di fatto bypassato da questo decreto che aveva l’obiettivo di far decollare queste iniziative all’interno del Piano Città, in una sorta di cabina di regia con i comuni.

LA FORMULA – Ma cos’è l’housing sociale? E’ quella formula che consente di realizzare alloggi e servizi per coloro che non riescono a soddisfare il proprio bisogno abitativo. E alla quale associa progetti di tipo sociale, con lo scopo di far nascere comunità e sviluppare l’integrazione. Una sorta di edilizia low cost, che però si differenzia dall’edilizia popolare pura per la sua declinazione in chiave welfare.

Un esempio? S’immagini un condominio in cui il collante sociale è garantito da una serie di servizi legati alla cura della persona (dalla baby sitter per i bambini alla badante per gli anziani), in cui gli affittuari/condomini possano persino aiutarsi l’un l’altro offrendo servizi legati alla cura della persona.

Fanta-società? Per ora è di certo un fanta-decreto. A spese del futuro dei giovani e della coesione sociale.

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