Si può fare. Prendere o lasciare

L’investimento in cultura,non può essere misurato solo nella sua redditività immediata (spesso modesta) ma nella sua redditività di lungo periodo.

Un ambiente sociale più colto cresce economicamente di più. L’intelligenza sociale liberata dai paraocchi dell’ideologia dominante scopre che è vantaggioso investire sulla qualità, sul benessere, sui saperi, persino sull’otium.

Allora vuol dire che ci sono due cose essenziali da promuovere: la coscienza e il lavoro. Non è sopportabile un destino di depauperamento del nostro patrimonio, che vive solo se viene mantenuto e arricchito, protetto e socializzato: e questo si può fare con politiche pubbliche, magari capaci di stimolare investimenti privati e di attivare l’impegno del volontariato.

Si torni a  restituire un valore a tutte quelle cose importanti che oggi hanno solo un prezzo.

Educare ad ascoltare il suono del tempo, sentirlo vibrare nel racconto dei vecchi e nella prosa scientifica degli storici, rimettere in comunicazione le generazioni, riaprire il flusso della trasmissione delle micro storie che compongono il mosaico della grande storia.

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