Le primarie in Lombardia. La “Mano de Dios” di Maradona è quella dei cittadini

Democrazia

La prima parola e democrazia. La democrazia nasce in città e nelle città deve essere riscoperta.

Non bisogna andare tanto lontano nel tempo per trovare esempi di come le democrazie urbane abbiano rappresentato formidabili meccanismi d’inclusione sociale e di integrazione politica.

Il nuovo governo dovrà, prima di tutto, riaffermare il valore dell’azione collettiva, nel loro discorso pubblico come nel loro funzionamento quotidiano: le città dovranno tornare ad essere la scena dell’agire insieme, non più dell’ideologia della salvezza individuale. Per fare questo ci vorranno cambiamenti soprattutto nei rapporti concreti fra le istituzioni e la società.

Uno dei compiti fondamentali dei nuovi governi urbani sarà quindi quello di investire direttamente nella creazione e accumulazione di nuovo capitale sociale e nella sua conversione in capitale politico soprattutto a partire dai gruppi sociali più svantaggiati.
Ci sarà quello di trasformare le popolazioni oggi marginalizzate – a partire dai migranti oggi politicamente esclusi dalle democrazie urbane– da oggetto di un discorso a soggetto di una politica. Poi occorrerà moltiplicare le arene partecipative.

Le primarie sono meglio della “Mano de Dios” di Maradona.

La ricerca internazionale dimostra come molti dei percorsi di democrazia partecipativa abbiano visto molto spesso la paradossale riproduzione degli equilibri di potere precedenti. Questo problema costituisce un’occasione non per buttare a mare le idee della democrazia partecipativa e di una pratica democratica di sussidiarietà ma per riflettere su quali strategie vadano perseguite per rafforzare il potere dei soggetti più deboli nell’ambito delle arene locali.

Come dimostrato dalla stessa esperienza dei laboratori urbani e delle politiche integrate per i quartieri, le grandi periferie urbane e metropolitane possono rappresentare una palestra straordinaria dalla quale puo emergere una nuova politica dei luoghi e della vita quotidiana.

Dare voce degli esclusi nei processi decisionali. Puntare alla creazione di nuovi attori collettivi di questo tipo nelle nostre città e aree metropolitane.

La democrazia si rafforza dai margini, questa dovrà essere la parola d’ordine di una nuova stagione partecipativa.
E attraverso le primarie. In Lombardia, ovunque. E che non sia la solita guerra alle primarie come ha scritto Paola oggi su Pubblico

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