Ritornare a sorridere.Tuttavia non ci resta che piangere

Ritornare a sorridere. Ma,ora,non ci resta che piangere

Sento incunearsi nella nostra coscienza un senso di inadeguatezza, uno spirito di rassegnazione, un abbandono fatalistico.

Ci sentiamo un po’ più minoranze destinate alla lacerazione permanente.

Si inocula nei nostri pensieri, e nelle viscere di questo paese così vulnerabile, la convinzione che senza il capo-demiurgo nessuna grande aggregazione di energie e di idee possibile.

La democrazia fragile, troppo fragile, insomma, un po’ di regime necessario.

Credo nella Politica. Scommessa che ha rappresentato nella storia.

Credo, ciò che ci sia bisogno, ancora e nonostante tutto, di un luogo in cui quelli che non hanno paura del futuro, quelli che credono nelle opportunità del cambiamento, quelli che non smettono di agire la politica come speranza, si ritrovino.

Credo che in forme di coagulo, elementi di aggregazione. E non di leaderismi.

Nell’attesa di sorridere non ci resta che piangere.

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