Esempi sbagliati. Fuga quando non esiste inclusione. Mi alzo e me ne vado e decido per te!

Forse mi siedo, magari non del tutto, di sbieco, appena in cima alla sedia, di traverso, fingo solo di appoggiarmi allo schienale, mi trattengo a stento dall’alzarmi, dondolo appena, fingo di essere a mio agio, spilucco qualche salatino, tamburello con le dita un motivetto mentale, sovrapponendo una rumba e un chachacha, troppo antico, se ne accorgono che fingo, ma no, dai, con la schiena lunga e dritta tra i cuscini, le calze, lunghe e fini, scure, adatte, l’alito, faccio conchetta e annuso, sarà l’anice di stamattina, il salatino al formaggio olandese, un’anta del salotto mi rimanda la mia immagine, stempiato, calvo a metà, bianco, pallido, un po’ insofferente, sorridi, dai appena un sorriso di circostanza.

Mi sa che tra 5 minuti mi alzo e me ne vado…

In tanti, in alcune situazioni, preferiscono ballare questa pizzica piuttosto che ascoltare e discutere.

E i cittadini ?

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