Le parole sono importanti. Cosa lo è più della creatività, dei giovani e della cittadinanza attiva

Cosa lo è più della creatività e dei giovani.

Ciò di cui avremmo bisogno e un capovolgimento completo del modo di intendere la creazione.

Per Goffredo Fofi “la cultura con cui dobbiamo quotidianamente confrontarci è una specie di tranquillante o di sonnifero, che ci distrae e ci aiuta a non pensare invece che a pensare, a dimenticarci invece che a trovarci, è un consumo indifferenziato che nei propositi di chi lo propone e amministra deve servire a renderci inattivi invece che attivi. Le istituzioni della cultura e i suoi gestori si preoccupano del successo e del consenso, della superficie e dell’attualità invece che del radicamento, della lunga durata, della qualità e della possibilità di incidere in profondità nell’humus di una popolazione e di un’epoca”.

La creatività che si ha in mente e quella che richiede il rilancio delle politiche pubbliche e del protagonismo privato. È la creatività degli spiriti liberi e critici, incapaci di sottomettersi ad alcun potere.

L’unica in grado di garantire uno sviluppo rapido e sano del Paese.

È un processo possibile, basta iniziarlo.

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